Carissimi
vi inviamo il testo dell'appello delle Associazioni Partigiane che la Segreteria provinciale del PD sottoscrive.
Vi informiamo che DOMENICA 20 NOVEMBRE alle ore 16, promossa dell'ANPI, si terrà a Varese in piazza Monte Grappa una manifestazione a sostegno dell'appello medesimo.
Cordiali saluti
La Segreteria provinciale
LETTERA APERTA
Nelle ultime settimane si sono verificati in provincia fatti e episodi, alcuni di chiara matrice eversiva, che, secondo i promotori della presente, meritano una particolare attenzione, una attenta vigilanza e una risposta democratica duratura nel tempo.
A Varese, come a molti è già noto, sulla base di una vecchia decisione presa a maggioranza dal Consiglio di circoscrizione n. 1, la Giunta comunale ha deciso di titolare un’area pubblica a Giovanni Gentile. Già le procedure per questa decisione sono discutibili perché non si è voluto coinvolgere tutte le forze politiche e la scelta del personaggio, per la storia politica che ne ha contraddistinto la biografia, ha sollevato legittime aspre critiche e opposizioni. Ancora più gravi sono le motivazioni successive alla decisione presa nonché la titolazione della targa inaugurata nella zona verde interessata.
Oltre ad affermare incautamente che verranno dedicati altri spazi pubblici a cittadini di altra estrazione politica, con ciò dimostrando che, per la Giunta comunale, fascisti e antifascisti sono stati e sono tutti uguali e tutti meritevoli di ogni rispetto, la cosa più sorprendente è la scritta che “onora” il ricordo di Giovanni Gentile. Dopo aver descritto in modo succinto i titoli accademici che sono indubbio merito del Gentile, si chiude dicendo: “assassinato negli anni tristi della guerra civile e della divisione tra italiani”.
Riappare ancora una volta, ad oscurare addirittura i meriti culturali del Gentile, la volontà di privilegiare la sua lunga milizia fascista, sia durante il ventennio e, soprattutto, nei mesi della repubblica di Salò, con gli orrori che hanno contraddistinto il pieno appoggio e la diretta partecipazione dei fascisti alla crudele oppressione nazista.
Si ponga attenzione invece a quanto fecero gli amministratori di Varese nel 1945. Quando si decise di cambiare la toponomastica e di dedicare una via a Walter Marcobi o a Nuccia Casula sulla targa non si è scritto “assassinato” ma unicamente “Patriota”.
Allora, anche nelle motivazioni ufficiali, si evitò la polemica. Oggi si è scientemente voluto ripetere il ritornello polemico secondo il quale “sono tutti meritevoli di rispetto”.
Non sorprende se in questo clima di sfacciato revisionismo finalizzato a chiari obiettivi politici, a Varese si è ripresentato negli stessi giorni la richiesta di una manifestazione pubblica da parte del “movimento nazionalsocialista dei lavoratori italiani” richiesta che, giustamente, è stata respinta da Prefettura e Questura alle quali autorità va il pieno appoggio e consenso dalle associazioni firmatarie.
Il nome di questo gruppo è tutto un programma. Si è dichiarato nazista e si è già presentato partecipando alle elezioni amministrative nel più piccolo Comune, quello di Duno, non ottenendo alcun voto grazie anche ad un appello rivolto ad ogni elettore dal Comitato provinciale per le onoranze ai caduti partigiani del San Martino.
A questo punto alcune domande sorgono legittime:
-mentre le autorità di pubblica sicurezza compiono il loro dovere è opportuno che certi organi di stampa dedichino a questo gruppo nazista delle intere paginate che fanno propaganda?
-Il nostro ordinamento giudiziario non prevede la obbligatorietà dell’azione penale a fronte di un evidente contrasto con la XII disposizione transitoria della Costituzione e delle relative leggi?
-Non è impellente una rivolta morale prima ancora che politica da parte di tutte le forze politiche, sociali, culturali della provincia ?
Non sono domande pretestuose perché non è da oggi che in modi e luoghi diversi, soprattutto in certi ambienti, specialmente in consorterie pseudosportive, si coltivano pulsioni razziste e xenofobe. Ne fa fede la recente condanna da parte del giudice sportivo della società Pro Patria di Busto Arsizio per i cori razzisti che si sono verificati allo stadio durante una gara, cosa questa usuale anche in altri stadi.
A fronte di un intervento legittimo della giustizia sportiva per il rispetto delle regole della democrazia si ravvisa invece un colpevole silenzio della società politica e civile, il che induce a severa riflessione.
A fronte di tutto quanto sopra, i firmatari della presente lettera aperta si rivolgono a tutti i Partiti, alle Organizzazioni e Associazioni presenti sul territorio provinciale affinchè facciano sentire la loro voce per contrastare questi episodi di pericoloso ritorno indietro e in difesa dei valori della nostra democrazia così come sono scritti a chiare lettere nella nostra Costituzione Repubblicana.
Sempre a disposizione:
Ass.Naz.Partigiani d’Italia (ANPI)
Ass.Ital.Volontari della Libertà (FIVL)
Ass. “Alfredo Di Dio”
Ass.Naz.ex Deportati (ANED)
Istituto storico “L. Ambrosoli”