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Notizie - Congresso
Scritto da Circolo Daverio   
Mercoledì 30 Giugno 2010 13:17

 

 percorso CONGRESSI 2010.
Dibattito sull’Organizzazione del Partito
Contributo del Circolo di Daverio

 

 

Dopo il percorso di modifiche statutarie e regolamentari, nazionali e regionali, come richiesto nell’ultima assemblea provinciale del 7 u.s. gli iscritti del Circolo si sono confrontati sul primo aspetto sottoposto all’attenzione della base (dopo l’illustrazione delle bozze di Regolamento provinciale e le prime osservazioni in merito - nell’attesa del testo definitivo, che sarà approvato il 30 p.v. -):

 

1.       Organizzazione del Partito, provinciale e territoriale,

con un dibattito interno articolato, appassionato e franco. Sono state anticipate anche alcune delle osservazioni, che meglio saranno sviluppate nelle successive due fasi di dibattito, su:

2.       Priorità / temi programmatici - che saranno approfondite entro metà luglio -;

3.       Linee politiche (strategie / alleanze) – entro il 12 settembre, subito prima della presentazione delle Candidature -.

Illustrata la struttura di base del futuro regolamento provinciale ed il Percorso Congressuale giugno – ottobre in provincia, per il rinnovo dei Direttivi (ex coordinamenti) e Segretari (ex portavoce, attuali coordinatori) dei Circoli (così definiti dall’Assemblea Nazionale del 22/5/10), della Assemblea e del Segretario Provinciale. Nell’attesa di esporre la sintesi di quanto emerso nel primo incontro / seminario, come richiesto si elabora un documento riassuntivo.

 

1)       ORGANIZZAZIONE - Su proposta, condivisa, questo Circolo fisserà un’unica data per i Congressi di circolo e provinciale

[probabilmente il 14/10/10, N.d.R.]. Attivata la fase precongressuale, si auspica che potranno votare ed essere votati tutti gli iscritti sino a poco prima del periodo congressuale, che condividano i valori, i comportamenti attesi e le regole del nostro Partito. L’attuale organizzazione (basata su strutture provinciali, gruppi di lavoro/commissioni, oltre ottanta Circoli territoriali e sul luogo di lavoro, ..) è nata così perché allora nasceva il nuovo Partito Democratico (e non c’erano ancora tessere ed iscritti). I gruppi di lavoro erano 15/20, nati per raccogliere idee, proposte e suggerimenti da diffondere dentro e fuori, sulle tematiche ritenute cruciali, attraverso le comunicazioni dei rappresentanti il partito; importanti per riunire le competenze interne, forse ora occorrerebbe ripensarli, razionalizzarli (anche con accorpamenti di tematiche – chi vi ha partecipare, può suggerire come -) e rilanciarli. L’Assemblea, nata con 92 eletti (alle Primarie di Veltroni), allargata agli invitati (Amministratori, sindaci e consiglieri), vedeva la partecipazione al massimo di 50/60 persone, in calo, con problemi di puntualità delle riunioni (iniziate non meno di mezz’ora dopo l’orario previsto), di interventi non sempre mirati, che restringevano le scelte (e le votazioni) in coda, a tarda ora, forse hanno dissuaso da una più ampia partecipazione, e quindi sarebbe utile una messa a punto della sua gestione (magari scegliendo di farle sempre lunedì o venerdì, quando i nostri Parlamentari potrebbero essere presenti).

Certamente sarà poi necessaria una riflessione sulla riorganizzazione dei Circoli (gambe, braccia, cuore, polmoni, .. di questo nostro partito): inizialmente oltre 80, diversi con difficoltà ad operare (per carenza di iscritti, sedi, spazi di affissioni, amministrazioni locali talvolta avverse, pochi attivisti – e, spesso, solo su alcuni aspetti delle attività -, lavoro su più Comuni – 6, nel caso del nostro Circolo, con realtà spesso molto diverse tra loro, su cui occorrerà riflettere -, ..). Ora che i Direttivi dei Circoli non dovrebbero essere più costituiti in modo “spintaneo” (con persone gentilmente “spinte” ad entrare nei coordinamenti, specie nei piccoli centri, anche per far numero e per avere il giusto equilibrio uomini / donne – che, poi magari non hanno preso neppure la tessera né partecipato a quasi nessuna delle attività -, o con amministratori locali – talvolta molto attivi, talvolta meno – a causa degli altri impegni -, nelle attività quotidiane di faticosa costruzione del partito sul territorio, specie dove prima c’era “il deserto”, come talvolta è successo nella “fase nascente”), l’auspicio è che entrino, in modo “spontaneo”, iscritti che abbiano la voglia di dedicare tempo, energie e risorse (giovani e meno giovani, uomini e donne, lavoratori ed imprenditori, pensionati e professionisti, .. perché di tutti abbiamo bisogno ..) allo sviluppo di questo nostro partito anche in tutte le realtà della provincia, “radicandoci” sempre di più in modo visibile nei territori. Anche nei circoli meno strutturati sarebbe ora opportuno darsi un minimo di organizzazione (prevedendo, a mero titolo di esempio un responsabile dell’organizzazione di eventi/attività, gazebo e diffusione, tesseramento, comunicazione ad iscritti/simpatizzanti ed all’esterno, per ciascun Comune, ..), oltre al Segretario ed al Tesoriere (anche per evitare che gran parte degli oneri gravino su una o poche persone). Inoltre, nel momento in cui certamente entreranno alcuni Segretari nell’Assemblea provinciale, diventa ancora più importante una certa comunanza tra segretari/direttivi di circoli limitrofi per riportare adeguatamente all’organo provinciale, per mezzo di chi vi sarà eletto, le esigenze anche dei circoli non direttamente rappresentati. Ancor di più, si auspica che i circoli, specie se di piccole/medie dimensioni, possano sempre di più collaborare tra di loro, creando pian piano la “rete” – a partire dai circoli vicini, ma non necessariamente, anche su temi di comune interesse -.di “comune sentire” e di attività parimenti sostenute, che alcuni di noi tempo fa hanno proposto, che talvolta si è tentato di fare, ma che sempre di più potrebbe diventare abitudine comune di operare. Occorrerà, quindi, ricercare il giusto equilibrio tra necessità locali e provinciali. Sarebbe utile strutturare il partito sui Collegi delle elezioni provinciali (dove siamo più in difficoltà), che ora sono 36 (ma verranno ridotti con la riforma); non necessariamente riducendo il numero dei Circoli, ma aiutandoli ed incentivandoli a mettersi maggiormente in rete, creando un network di collaborazioni (E’ stata l’organizzazione che via via ci siamo dati che ha portato in alcune occasioni alla necessità di collaborazione tra i Circoli, oltre a quelle spontaneamente nate su singole iniziative). Occorre poi sempre ricordare che, pur con tutte le difficoltà, siamo il partito più presente “fisicamente” sul territorio, più strutturato: se la Lega riesce a raggiungere maggiormente la gente è per altri motivi. Siamo comunque  un partito giovane, che richiede un po’ di tempo per assestarsi (Non è pensabile che, da un giorno all’altro, si spostino i consensi: “non siamo il partito del predellino”)

Anche alcune delle buone proposte emerse nell’ultimo biennio sarebbero da riprendere e rilanciare. Tra queste, si ricorda la proposta di creare, su segnalazione dei Circoli, una “banca dati” delle competenze presenti in ogni territorio, per metterle a disposizione di tutti i circoli della provincia, per agevolare la ricerca ed i contatti per organizzare iniziative ed incontri sulle diverse tematiche.

Ma, fatti questi ragionamenti, pur non sfuggendo che i Congressi di ottobre saranno cruciali per lo sviluppo del nostro partito in provincia (e che Statuto e Regolamenti sono l’unica garanzia di chiarezza e di autonomia di ogni struttura), è emerso con forza un appassionato dibattito su tempo e risorse dedicate dal nostro partito, da quando è nato, a regolamenti, fasi congressuali, campagne elettorali, primarie, .. (tutte necessarie, ma spesso inevitabilmente rivolte all’interno e che hanno lasciato meno spazio alle attività rivolte all’esterno, alla ricerca del consenso che ci manca per tornare a governare il paese ai diversi livelli). Molti ritengono che sarebbe prioritario oggi motivare a appassionare le persone (a partire da iscritti/simpatizzanti, sino a quelli che “stanno alla finestra” o che non ci vedono ancora come un’alternativa credibile): stabilire regolamenti attentamente meditati e discutere puntualmente come applicarli (e poi, magari, non essere capaci di tradurli in “politiche” e di “portarli in mezzo alla gente”, diffondendone la valenza democratica – p. es. rispetto agli alternativi sistemi di “partiti del predellino” -) o fare tante iniziative bene organizzate che, però, pochi conoscono (“le persone comuni, cosa sanno di queste cose?”). Quindi, aspetto organizzativo cruciale da sviluppare ad ogni livello è, e sarà sempre di più, la comunicazione di ciò che pensiamo, facciamo, vorremmo fare, .. Come risolvere questi problemi di comunicazione? Siamo nella fase congressuale (in cui ci diamo le regole per agire nei prossimi 4 anni): verifichiamo ogni aspetto dei 2/3 anni trascorsi e vediamo come, sempre meglio e di più, possiamo intervenire; il primo problema e come fare per arrivare alla gente (e “l’organizzazione è la vita di un partito giovane”, che ora si sta dando regole più precise). Forse 5 mesi di percorso congressuale [giugno-settembre] sono molti (ma con le fatiche delle elezioni regionali da poco concluse si rischiava di fare i congressi in piena estate). Per fare qualcosa è opportuno avere un’organizzazione, capire di più delle tematiche di cui si parla e saperle comunicare: struttura e comunicazione devono essere rafforzate insieme. L’organizzazione è necessaria, ma “non deve diventare una gabbia”.

 

2)       PRIORITA’ - Resta fondamentale “essere sul pezzo”, avendo una posizione chiara, ed ampiamente diffusa, sulle tematiche

 “calde” in ogni momento in provincia (in questo momento, certo la Manovra – dai diversi punti di vista del Lavoro, delle Imprese, degli Enti locali, .. - e localmente (tenendo conto che in alcuni dei nostri Comuni si stanno già affrontando i temi e le problematiche delle prossime elezioni comunali, particolarmente difficili e delicate) la questione dell’Acqua (che, nella primavera del 2011, potrebbe arrivare a scelte cruciali in periodi vicini, trovandosi anche nella campagna per i referendum sull’acqua che tra poco dovrebbero essere ammessi), le nuove ipotesi su Malpensa, .. Sulla questione idrica, molto vivace è stato il dibattito (tra chi ritiene che sull’acqua si potrebbe / dovrebbe raccogliere consenso e tra chi crede vadano valutate opportunamente le scelte referendarie – due delle quali su provvedimenti assunti dal governo Prodi -, visto che il successo nella raccolta delle firme non necessariamente si tradurrà in raggungimento del quorum nella votazione dei referendum) anche perché, pur partendo dalla considerazione condivisa che l’acqua è un bene pubblico, nel dibattito in corso si fanno – necessariamente per esigenze di immediata comunicazione – semplificazioni che spesso tradiscono la realtà. Ampia è, comunque, la richiesta di moltiplicare lo sforzo nel comunicare (come si è fatto con diversi incontri pubblici nell’ultimo periodo in diversi centri della provincia) in modo chiaro le posizioni, nazionale e regionale, del Partito, ancora poco conosciute e comprese (visto anche che diversi iscritti e simpatizzanti del partito sono comunque già variamente coinvolti nel dibattito in corso), per rendere più netta e convincente la posizione del PD.

 

3)       LINEE - Su di esse è opportuna la discussione più allargata, per contribuire alla elaborazione provinciale più ampia possibile.

Occorre diffondere in maniera puntigliosa, critica, ogni posizione valida. Bisogna lavorare davvero in mezzo alla gente, altrimenti abbiamo persone valide, preparate, ma non risultiamo ancora pronti ad incidere sulle prossime elezioni (che siano le amministrative comunali o le politiche anticipate ..). Altrimenti subentra la rassegnazione (anche in categorie che dovrebbero essere più abituate ad informarsi ed a ragionare, come nel mondo della scuola), perché ci si confronta con molti che sanno poco o niente, che leggono poco, ascoltano con difficoltà (spesso anche su argomenti che dovrebbero toccarli direttamente). Pare emblematico che, anche in presenza di questa manovra [che ha conseguenze molto pesanti su vasta parte della popolazione] non pare ci sia una critica più marcata – altrimenti, continueremo a “guardarci tra di noi” (“e saremo sempre pochi/di meno”) -. (Il problema è “quanto tempo ci vorrà” .. il partito è “giovane, siamo noi che stiamo invecchiando”). Occorre richiamare con grande forza l’attenzione sulle contraddizioni della maggioranza (“Grida vendetta la nomina del nuovo ministro, Brancher”): così si smuovono le persone. (Anche se alcuni non sanno neanche chi sia Brancher, possiamo spiegargli chi è e perché è diventato ministro ..) Bisogna spiegare quanto sia demagogico il discorso sulla riduzione delle indennità sulla manovra, dei costi (pressoché nulli) dei piccoli amministratori locali

E’ strategico riflettere su come sempre meglio comunicare, a tutti i livelli (Vogliamo “cambiare le teste” -come “partito di opinione”-? Vogliamo tornare alle “ideologie”? Come intendiamo comunicare, per arrivare alla gente?). Occorre diffondere maggiormente e rendere visibile intanto il materiale che abbiamo (p.es. il volantino “Lombardia tradita”. Proviamo ad affiggere (anche a pagamento, dove non vi siano spazi alternativi di affissione, tranne nei periodi elettorali) più manifesti anche nei piccoli comuni.

È opportuno ricordare spesso che siamo insieme nello stesso partito, con obiettivi comuni, mentre c’è una parte del nostro elettorato che pare sottrarsi ed un’altra parte che rimane legata al partito ma che è interessata, più che dagli aspetti organizzativi, dalla capacità quotidiana di confrontarsi con le persone (ed “evitare che si disperdano” ..). Primo obiettivo (di questi congressi e dell’attività successiva) è evitare conflittualità interne.

Da pochi mesi abbiamo scelto il nuovo Segretario, Bersani, in un confronto tra 3 mozioni: secondo alcuni ora occorre “andare avanti”, “farla un po’ più corta” (altrimenti rischiamo di “perdere i pezzi per strada”). Certamente è diffusa l’esigenza di un “capo”, di ideologie e di utopie / sogni (anche se, poi, non realizzati – la Lega trasmette il sogno della “Padania”: o secessione o affondiamo”: “qual è il sogno del PD?” -), ma ora, dalle nostre parti molti sono più concreti e realisti (per questo si fanno le rotonde e poi si mette “Grazie Lega”; sempre per questo si fanno arrivare 150.000 € per la nuova scuola a Bodio; per lo stesso motivo molti dei soldi spesi per il terremoto in Abruzzo poi arrivano anche nella nostra provincia ..), specie i giovani. Il PDL non è un partito (come si concepiva in precedenza), ma vince le elezioni; l’unico partito strutturato siamo noi (Anzitutto occorre riflettere se servano ancora i partiti, e come debbano essere). Occorre riflettere sulle politiche populiste che riscuotono credito (dove prevalgono egoismo ed “egotismo”, di interessi particolari – vd. scudo fiscale [Bastava semplicemente raddoppiare la % di prelievo, dal 5 al 10%, per evitare la iattura dell’attuale manovra, che taglia dagli enti locali al blocco dei contratti del settore pubblico e delle pensioni per 3 anni, .. -). Fanno presa le differenze dei costi della Lombardia ripsetto alla Sicilia; alle piccole e medie imprese delle nostre parti pesano gli adempimenti aggiuntivi (e, tutti, “si sono rotti le ….. di pagare”). Il PD deve comprendere anche le esigenze del lavoro autonomo, se vuole farsi ascoltare da loro. Certo sono efficaci slogan semplici, chiari, incisivi (anche un po’ “grezzi”, come alcuni della Lega); ma lo sono nel breve periodo, servono nell’immediato; nel medio/lungo periodo occorrono anche ragionamenti più strutturati (anche se sempre comprensibili a tutti): oltre alle riflessioni tra di noi, occorre ora pensare soprattutto a come fare pervenire questi ragionamenti fuori, prima che l’assuefazione e l’addormentamento delle coscienze entrino stabilmente in profondità dentro la maggioranza delle persone. [La prima strategia è tornare ad essere anche un punto di riferimento culturale].

 

 
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