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Circoli di: Busto Arsizio, Gallarate, Cassano Magnago, Cairate, Solbiate Olona, Oggiona S.Stefano, Somma Lombardo
CONTRIBUTO AL DIBATTITO PRE-CONGRESSUALE
Documento scaturito dall’assemblea degli iscritti del 10/07/2010
In vista del primo congresso provinciale del PD, per avviare una dialettica costruttiva ed efficace, è indispensabile superare gli schemi finora percorsi e passare da scelte fatte sulla traccia delle mozioni, delle appartenenze pregresse e delle cooptazioni a scelte ispirate dai territori e dai loro problemi. Il numero e la vitalità dei circoli testimoniano quanto Il PD sia radicato sul territorio; più di quanto si creda o appaia. Bisogna sfatare il luogo comune che vede la Lega come unica formazione radicata sul territorio. Ciò permetterà di sviluppare un dibattito fondato su temi che dal territorio scaturiscono. Pur nella legittimità della struttura federalista del partito e di una lettura federalista delle problematiche interne allo stesso, le istanze del territorio non devono tuttavia superare o impedire una visione unitaria del partito e lo sviluppo di politiche il più possibile unitarie a livello provinciale, regionale e nazionale Siamo consci di vivere una fase critica, e dunque importante, della pur breve storia del partito: dalla fase costituente, attraverso una fase organizzativa transitoria, è ora necessario passare ad una fase di crescita strutturale e di sviluppo di temi politici concreti. Ciò nell’ottica di un partito che, pur nelle oggettive difficoltà legate ad un territorio ostile in termini elettorali, aspira al governo dello stesso. La segreteria uscente ha saputo guidare il partito in questa fase ma ora è tempo di cambiamenti significativi, sia nelle strutture che negli uomini. Per ottenere ciò è indispensabile applicare un metodo altrettanto innovativo, che abbandoni pratiche residue correlabili a situazioni politiche superate e a vecchi schemi sopaccitati. Vogliamo che vengano applicati il metodo del dibattito con la base del partito, passando attraverso programmi e progetti che siano sottoposti ad un franco confronto, alla sintesi intorno ad una candidatura possibilmente unitaria. Chiediamo infine il ribaltamento del processo di costruzione della nuova dirigenza del partito, che dalla base al vertice crei un nuovo assetto derivato unicamente dall’applicazione dei criteri di competenza e merito. Siamo consapevoli che le scelte regolamentarie determinate dagli organismi nazionale e regionale (le liste bloccate) saranno di ostacolo a questa impostazione, tuttavia pretendiamo che non si rinunci all’applicazione del metodo sopra descritto, pena l’asfissia della proposta politica e dell’assetto di partito che ne uscirà. Ciò premesso, abbiamo individuato in alcune parole-chiave gli elementi centrali che dovrebero guidare la definizione dal basso di una proposta politica del territorio che i nostri circoli rappresentano.
a) Semplificazione E’ una domanda che sale forte dai nostri iscritti ed elettori. Da applicarsi anzitutto ai regolamenti e alle procedure di partecipazione. A tal proposito, accogliamo con soddisfazione i chiarimenti circa i campi di applicazione del metodo delle primarie e le incompatibilità tra incarichi politici ed amministrativi.
b) Comunicazione La stessa semplificazione deve essere applicata alla comunicazione verso l’elettorato. Un’estrema chiarezza deve essere percepibile nei nostri messaggi all’elettorato per quanto concerne le posizioni del partito provinciale in merito a temi “caldi e forti” che toccano il nostro territorio quali ACCAM, AMSC, Malpensa, Piano Provinciale Rifiuti, gestione dell’acqua, etc. Su questi temi, nonostante il notevole lavoro svolto a livello di territorio, siamo stati percepiti inadeguati. E’ indispensabile superare ogni tentennamento su questi temi che la Lega, spesso in contraddizione nei diversi livelli istituzionali, cavalca in modo assolutamente demagogico.
c) Organizzazione Riteniamo definitivamente superato il metodo delle mega-commissioni che, vuoi per la loro elefantiaca struttura, vuoi per la loro staticità, sono state troppo poco produttive. Auspichiamo invece la creazione di gruppi di lavoro estemporanei e dinamici che lavorino “a progetto” su temi concreti come quelli succitati, applicando con rigore il metodo della responsabilità dei soggetti e della verifica dei risultati in tempi certi. Ugualmente dinamica deve essere la struttura del partito, con una dirigenza “mobile” sul territorio nel seguire la messa a fuoco delle criticità lì individuate e nel verificare la produttività dei gruppi di lavoro chiamati ad affrontarle.
d) Partecipazione Siamo consci di essere, per propria natura costitutiva ed ispirazione, il partito della complessità. Ciò costituisce insieme una ricchezza e una problematicità, tuttavia rimane una nostra prerogativa distintiva da valorizzare sempre e comunque. Non siamo il partito “del predellino” e non abbiamo padrone né “leader maximo”. La fonte di ogni scelta politica deve essere la consultazione della base e, risalendo nelle gerarchie della struttura organizzativa, l’elaborazione dal basso verso l’alto di un progetto vincente perché condiviso. E’ finita l’epoca delle parole d’ordine calate dall’alto, che chiedono ai militanti una adesione acritica, per non dire imposta. Vedi per esempio la campagna di raccolta di firme per la modifica del patto di stabilità: proposta in sé giusta e condivisibile ma declinata su un metodo inadeguato perché presuppone un messaggio incomprensibile alla maggioranza dei militanti, per non parlare dei cittadini.
e) Formazione Benchè le scuole di formazione politica per giovani e amministratori siano state un successo e costituiscano un momento irrinunciabile per la costruzione di una classe dirigente capace, riteniamo che l’esperienza “sul campo” rimanga una scuola ineguagliabile in politica come nella vita. Ciò vale in particolare per i nostri giovani, che hanno dimostrato una vitalità e una capacità organizzativa e di proposta non indifferenti. E’ necessario valorizzare questo nostro partimonio con investimenti continui su progetti mirati su tematiche territoriali, incentivandone l’autonomia.
f) Alternativa Se il nostro partito si propone con evidenza come antagonista della destra di governo, dobbiamo riconoscere che il nostro posizionamento nel panorama politico locale, dominato da una Lega vincente sul piano dei consensi, non è stato altrettanto chiaro. Troppi ammiccamenti politici sono emersi nei confronti di quelli che restano, qui in provincia di Varese, i nostri avversari primari. Per riprendere il tema della semplificazione, le nostra risposte alle problematiche del territorio devono emergere altrettanto chiaramente come alternative a quelle della Lega. Il riformismo, che ci caratterizza nella prassi politica, non equivale a moderazione: nelle proposte riformiste possono convivere, per determinate istanze, anche posizioni radicali. Per esempio sul tema della sicurezza e dell’accoglienza, sul quale abbiamo a volte blandito pulsioni che non appartengono alla nostra cultura, perfino in contraddizione con dati oggettivi derivati da statistiche e fonti ufficiali. Ciò ha comportato per noi un sicuro costo in termini elettorali senza alcun riscontro pratico concreto: è il caso del progetto delle ronde, miseramente neufragato nei numeri e nei fatti. Ancora, sulla cultura del federalismo non abbiamo sviluppato un dibattito adeguato sul nostro territorio, che potesse rendere chiara la differenza tra il nostro progetto e quello della Lega.
g) Autorevolezza Essa deriva non solo dalla chiarezza delle posizioni e dei messaggi politici rivolti ai nostri elettori, ma anche dalla capacità di fare una sintesi politica delle istanze emergenti dal territorio, confrontandosi con i circoli, e quindi di saper dare “voce e gambe” a questa sintesi al livello politico regionale, laddove molti dei temi che abbiamo sopra identificato hanno rilevanza.
Coerentemente con il metodo che abbiamo indicato come auspicabile a tutti i livelli, questo documento, scaturito dall’assemblea degli iscritti, è stato sottoposto ai portavoce dei circoli promotori. Da questa sintesi sarà possibile andare al confronto con analoghe iniziative che sono state promosse negli ambiti territoriali del tradatese e del saronnese. Se ci sarà, come auspicabile, una convergenza di visioni della politica provinciale e di intenti, sarà possibile dare corpo ad una piattaforma programmatica che potrebbe evolversi e concretizzarsi in una seria e forte candidatura alla segreteria provinciale che la possa condividere e fare propria.
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