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| Riflessioni precongressuali dal Circolo di Daverio |
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| Notizie - Congresso | |||
| Scritto da Pd Circolo di Daverio | |||
| Martedì 05 Ottobre 2010 09:08 | |||
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Nell’ultimo incontro di Circolo (9/7), ci siamo confrontati sui Temi che si vorrebbe fossero prioritariamente trattati a livello territoriale e provinciale. Su quali siano oggi le molte tematiche “sul tappeto” (a livello nazionale, ma certo anche problematiche nella nostra provincia) non c’è che l’imbarazzo della scelta: la “Manovra” (con le ricadute di “lacrime e sangue” su molti); la Crisi Economica (con pesanti conseguenze sia su Lavoratori e Famiglie sia sulle Imprese) e la necessità di politiche di rilancio; i tagli agli Enti Locali (con le evidenti ricadute di aumenti di tariffe e di minori servizi ai territori ed ai cittadini, senza ascoltare la voce delle Regioni e le richieste di allentamento del Patto di Stabilità); la gestione dell’Acqua (e dei Rifiuti ..); Malpensa & affini (dalla Terza Pista alle connesse tematiche economiche/occupazionali, oltre che ambientali/del territorio, .. sino alle difficoltà dell’aereonautica nella “Provincia con le Ali” ..); Infrastrutture e Trasporti; il Federalismo (molto annunciato e quotidianamente contraddetto); la Scuola (sino all’università ed agli investimenti su ricerca e sviluppo); il 150° dall’Unità diItalia; la Sanità; l’equità Fiscale (se noi vogliamo rivolgerci a chi le tasse le paga, e sono i più ..); la Comunicazione “tarpata”; la Giustizia che non funziona come dovrebbe (anche nei due Tribunali della provincia); l’Ambiente (dalla cementificazione del territorio alla salvaguardia dei nostri laghi e fiumi .. senza gli investimenti sull’economia verde che altri stanno facendo ..); la Cultura (perché se non riusciamo ad avere un posto nei cervelli e nel cuore delle persone, lasceremo spazio all’addormentamento delle coscienze ..); .. Di tutto questo e di altro il Partito, sia a livello provinciale sia a livello territoriale, dovrà certo parlare, con chiarezza ed a voce alta, prima e dopo i Congressi, ma evitando il rischio della “cacofonia”, concentrandosi volta per volta su 1/2 tematiche, da comunicare con forza a tutti i livelli, con tutti i mezzi e linguaggi possibili (perché tutti possano recepire le nostre proposte). La Scuola è un campo paradigmatico per evidenziare le contraddizioni delle spinte “federaliste” del centro-destra. L’”Autonomia Scolastica” (figlia, per chi non ricordasse, del 1° Governo Prodi – [l. 59/’99?] “L. Bassanini” - .. così come la Riforma del Titolo V della Costituzione l’ha fatto il Centro–Sinistra!) aveva consentito che molte scuole facessero capo alla Provincia (consentendo potenziamenti di attività ed indirizzi in linea con le “esigenze del territorio” ..): la Riforma Gelmini ha riportato il Centralismo Ministeriale! La Riforma Bassanini aveva consentito alla scuola di interfacciarsi con il territorio, oggi le scelte le fa Roma (p.es. sono state individuate in tutto solo 5 classi del c.d. Liceo “coreutica”, di cui 1 a Busto – “chissà come mai ..” -): ECCO IL FEDERALISMO DEL CENTRO-DESTRA! Lo stesso per la Manovra, in approvazione in questo mese: tagli (più “in periferia” che “al centro” – solo per i nostri 47 Comuni [su 141, n.d.r.] sopra i 5.000 abitanti, 70 Ml. di € in meno, in due anni, come ricordava il recente comunicato Tosi/Alfieri !-); quasi niente per la crescita (specie alle Famiglie ed alle Piccole e Medie Imprese - PMI); aumento delle disuguaglianze (e “peso” sempre sui soliti); assenza di sostegni all’occupazione (anche giovanile e femminile). Ma i contenuti e le conseguenze dell’attuale manovra (che potrebbe essere seguita da altri provvedimenti entro la fine dell’anno), nel concreto, anche nei nostri territori (e la Lega l’ha sostenuta ed approvata!), non sembrano ancora molto chiari a molti, e su questo tema attuale occorre ora prodigare ogni energia (anche per spiegare bene le controproposte del Pd, anch’esse note e chiare a pochi). La gente parla di Lavoro ed Economia, e di queste contraddizioni dobbiamo parlare anche noi (entrando in sintonia con famiglie, dipendenti, piccoli e medi imprenditori, lavoratori autonomi e con le loro rappresentanze). Certo il Partito Democratico non può che farsi interprete delle istanze di tutti i Lavoratori. Anche molti Imprenditori (che probabilmente negli ultimi anni hanno votato Lega e PDL, specie dalle nostre parti) iniziano a non credere più tanto alle promesse (di meno tasse, più agevolazioni, aiuto alle piccole imprese, .. – ottenute poco dal piccolo artigiano o commerciante, anche in provincia di Varese, che in questi anni ha “fatto lavorare gente, con soldi loro” ..-) del centro-destra, ma non ci trovano ancora sufficientemente convincenti. Intanto, non tutti sanno, p. es. che i lavori di manutenzione del parco di Villa Toeplitz, nella leghista città di Varese, sono stati aggiudicati ad una ditta di Catania ..). Allo stesso modo occorre riprendere l’attenzione alle problematiche dei Lavoratori Autonomi, il “popolo delle P. Iva” (che spesso ci vedono come quelli che li considerano “tutti evasori” ..) e che in questa situazione di crisi hanno difficoltà paragonabili a quelle di molti altri lavoratori (spesso senza avere alcun ammortizzatore sociale che li aiuti). Si veda anche la “pagliacciata” delle “quote latte” (cosa dicono gli imprenditori agricoli della provincia che, a fatica, negli ultimi anni hanno cercato di produrre senza simili contributi?). E molte contraddizioni emergono dal dibattito sul Federalismo. Oggi molti lavoratori ed imprenditori ritengono si sia “oltre il colmo” (dopo anni di invettive contro “Roma ladrona”, ora lamentano il “nepotismo” di Bossi – che ha imposto il figlio .. -), non vedendo nessuna delle “riforme” promesse che li riguardi. [Oggi loro sono i primi a farsi scudo dell’Unione Europea – per giustificare i sacrifici imposti -, avversata sino a ieri ..]. Ma intanto affossano gli Enti Locali, e di questo dobbiamo parlare (anche in vista delle prossime elezioni comunali in provincia, essenziali per il rilancio del nostro Partito) [Il Pd è nato anche per superare le contraddizioni delle coalizioni (che avevano “messo in ginocchio” l’ultimo governo Prodi), cercando di “tagliare le ali estreme” (mentre l’asse PDL-Lega ha “cacciato” i moderati – Casini, Follini, .. -)] Tema cruciale diventeranno anche i Trasporti. I pendolari vivono già situazioni “infernali” (mettendoci ore dalla provincia di Varese per raggiungere sedi di lavoro a Milano), ma lo saranno ancora di più dopo i recenti ultimi tagli: un treno locale [Mornago – Rivalta] è già stato tolto, perché spostato sulla linea Mortara – Crema [per intervento di un politico locale, che così ha sottratto un servizio ad un altro territorio lombardo]; interruzioni sulla linea Varese -Porto Ceresio; recentemente è stato aggredito un macchinista dagli utenti esasperati; .. Certo è opportuno continuare le iniziative fatte prima della recente campagna elettorale (manifesti, volantinaggio nelle principali stazioni, ..), ma forse occorre fare di più. Una volta individuato un tema “caldo” come questo occorre continuare a “battere il chiodo”, far capire che c’è un’attenzione quotidiana (non solo sporadica, in certi periodi), “farsi vedere” e sentire vicini. (Mostrando che i politici sanno prendere i mezzi pubblici – così come fare la spesa o sapere quanto costano i prodotti di uso quotidiano ..-). Resta quindi fondamentale concentrarsi sulla Comunicazione, imperativo prioritario, soprattutto in politica. Certo tutte le strade vanno tentate (perché occorre parlare a molti, con linguaggi e sensibilità diverse, che richiedono modalità di comunicazione differenti (dagli incontri ai gazebo, dai volantinaggi alle e-mail, dalle bacheche ai siti, dalle affissioni a pagamento ai blog, ..). Ma è chiaro che, come in ogni progetto comunicativo, occorre partire dall’analisi del Contesto di riferimento, per poi subito dopo chiarire “da che parte stiamo” (qual è la nostra Identità ed i Valori che vogliamo rappresentare) e come intendiamo muoverci. Subito dopo, in base al CONTENUTO (ciò di cui stiamo parlando in questo periodo, i temi prioritariamente individuati, senza i quali non c’è comunicazione che tenga ..) occorrerà scegliere il Linguaggio adatto (a chi vogliamo rivolgerci – chiaro, diretto, in alcuni casi anche un po’ “crudo” -). Infine, individuato il Messaggio, bisogna scegliere opportunamente i Mezzi di comunicazione più adatti per diffonderlo. Ora occorre darci contenuti e prospettive. Una proposta potrebbe essere una Radio del Partito (viste le difficoltà di avere spazi sui mezzi televisivi e di avere buona stampa sui quotidiani, specie locali, e la non immediatezza d’accesso di altri strumenti – vd. la nostra YouDem -) che andrebbe approfondita. Radio Padania “dà l’idea alla gente che qualcuno li ascolti”, creando dibattiti su problematiche concrete, anche locali, con interventi di esponenti di primo piano della Lega – e non solo -, con l’impressione di un partito che ascolta la base (e da lì è venuto fuori che la base leghista “non mandava giù” il caso Brancher, che il caso del figlio di Bossi era mal tollerato, ma anche le intolleranze contro i terremotati d’Abruzzo – poi riprese in dichiarazioni dei vertici -). L’importante è trovare tutti gli strumenti che consentano di raggiungere il più vasto uditorio possibile; altrimenti, anche in queste settimane in cui il Governo è traballante, le risposte e proposte del Pd raggiungono pochi. Non possiamo comunque disgiungere il piano locale/provinciale da quello regionale/nazionale (“scimmiottando la Lega”): sono comunque strettamente interdipendenti (e le cose che succedono a noi ormai dipendono da decisioni a livello europeo/globale, di cui non possiamo non tenerne conto) e “diventare miopi non ci porta da nessuna parte”.
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