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| Frontalieri: "No alla retrocessione fiscale" |
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| Lunedì 08 Agosto 2011 15:58 |
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Fabio Zagari, segretario Pd di Arcisate, aprendo l'incontro, ha detto che il partito in valle s'è fatto carico dei problemi dei frontalieri e c'è preoccupazione per le ricadute sui bilanci dei nostri Comuni del blocco parziale dei ristorni, contro il quale è in corso una raccolta di firme. Per Mario Bertana, indunese ed amministratore locale, ma anche frontaliere e presidente del sindacato Unia in Canton Ticino, la situazione creatasi rende la vita dei frontalieri sempre più difficile, ma può essere l'occasione per discutere non solo di ristorni, ma di tutte le questioni che riguardano i lavoratori italiani in Svizzera. «Tra l'altro - dice Bertana - c'è la questione del fondo Inps per la disoccupazione che potrebbe non essere sufficiente in caso il franco forte determinasse una situazione di crisi». Su tali questioni sono intervenuti anche i responsabili per i frontalieri della Cgil Varese, Paolo Lenna, e della Cisl, Osvaldo Caro, che chiede interventi per sanare alcune ingiustizie ed invita i Comuni a destinare i ristorni a servizi per i frontalieri. Luca Gaffuri, capo gruppo Pd in Consiglio regionale, ha detto che da anni il suo partito ha tenuto desta l'attenzìone in quella sede sui ristorni ed i frontalieri, mentre sul territorio ha risposto alle campagne xenofobe cercando di far comprendere il contributo dei lavoratori italiani per l'economia del Canton Ticino. Ed il consigliere regionale Stefano Tosi ha sottolineato la necessità di un confronto per aggiornare le regole, lamentando come la Lega Nord e quella dei Ticinesi abbiano voluto fare campagna elettorale su questi problemi. All'incontro, condotto da Paolo Bano, erano presenti i sindaci di Induno, Maria Angela Bianchi, e di Bisuschio, Silvano Pisani.
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