Home | News | Il Programma di Filippo Penati
PDF Stampa E-mail
Elezioni 2010 - News

Il programma di Filippo Penati


http://media.panorama.it/media/foto/2007/09/20/482ee50fa37da_zoom.jpg• Nuovo sviluppo. Con l’economia verde
• Centralità della persona: a partire da anziani e bambini
• Al lavoro per promuovere opportunità
• Muoversi bene e non perdere tempo
• Una risorsa da tutelare: il territorio
• Meno burocrazia, più efficienza e trasparenza
• Un fisco a misura di famiglie e imprese
• Al fianco di chi scommette sul futuro, a partire dai giovani
• Lombardia digitale
• Casa dolce casa

 

• Nuovo sviluppo. Con l’economia verde.

Anche in Lombardia possiamo aprire una nuova via per lo sviluppo e la crescita sostenibile. La frontiera dell’economia verde è una realtà già in molte regioni avanzate del mondo: deve esserlo anche per noi.
Il nucleare imposto dal Governo in alcune realtà del paese è un clamoroso passo in dietro che noi non vogliamo percorrere.
Nei prossimi 5 anni serve un grande piano d’investimenti per trasformare la Lombardia nella più importante piattaforma produttiva del paese per quanto riguarda le energie rinnovabili.
Efficienza energetica e produzione da fonti rinnovabili saranno i due pilastri della nostra azione quotidiana.
Occorre realizzare presto la Sportello regionale per le autorizzazioni e un Piano d’azione per incentivare anche fiscalmente tecnologie come il solare termico, il fotovoltaico, il geotermico e gli impianti di cogenerazione integrati con fonti non fossili. Lavoreremo inoltre ad un programma regionale per la ristrutturazione edilizia per realizzare edifici a “emissione zero”.
In Lombardia produrre e consumare energia pulita dovrà diventare facile e quotidiano. Per tutti.

• Centralità della persona: a partire da anziani e bambini.

La rete dei servizi socio-sanitari va irrobustita. In Lombardia abbiamo Ospedali eccellenti ma spesso fuori dalle loro mura non troviamo servizi adeguati sul territorio. Proponiamo un piano per diffondere la rete territoriale dei servizi a partire dall’assistenza domiciliare e dalla medicina di territorio sviluppando servizi oggi troppo deboli.
I Comuni devono tornare ad avere un ruolo da protagonisti nella programmazione degli interventi sociali e agli ambiti di zona vanno resi sempre più protagonisti.
Il fondo regionale per la non autosufficienza va istituito e garantito negli anni.
Proponiamo che entro il 2015 la Lombardia arrivi almeno al 30% di copertura del posti negli asili nido (oggi è poco sopra il 15%) così come indicano gli obiettivi Europei. Vogliamo studiare una forma di sostegno regionale ai costi di cura sostenuti dalle famiglie a partire dalle rette degli asili nido e dalle spese per le badanti in famiglia.
Le cure odontoiatriche sono di fatto escluse dal Servizio Sanitario Nazionale. Vogliamo proporre che Regione Lombardia attivi un’assicurazione di 150 Euro per ogni cittadino – a partire da bambini e adolescenti - che svolge la sua regolare attività di prevenzione dentistica così da poter essere coperto quando dovrà affrontare le spese più importanti.| Sosteniamo la sperimentazione regionale del reddito minimo d’inserimento adottato in quasi tutti i paesi europei.
Vogliamo promuovere una “Carta degli innovatori sociali” per un rapporto sempre più forte e quotidiano con lo straordinario patrimonio diffuso del volontariato sociale lombardo, del non profit e del terzo settore locale.

• Al lavoro. per promuovere opportunità.

La crisi economica picchierà ancora duro in Lombardia.
Per noi tutelare il lavoro – autonomo e dipendente – è una priorità assoluta.
È necessario costruire un modello sperimentale per cui chi perde il posto di lavoro abbia una retribuzione più vicina al salario e possa trovare un’altra occupazione entro un anno.
Penso poi ai ceti produttivi, professionisti con partite Iva, artigiani, piccoli imprenditori, che spesso sono imprese famigliari, dove in un anno si sono persi più di 25 mila posti di lavoro. Per loro e insieme a loro vogliamo realizzare misure concrete, penso al forfettone fiscale, a meccanismi di alleggerimento dell’Irap, al sostegno della qualificazione professionale.
A tutti coloro che provano ogni giorno a conquistare un ruolo nella società con fatica noi abbiamo il dovere di garantire una possibilità.
Inoltre oggi le politiche industriali sono praticamente snobbate dagli interventi di Regione Lombardia. Occorre invece lavorare fattivamente lungo tre direttrici: il sostegno alle reti di impresa-laboratori-università (distretti e metadistretti), l’accesso la credito con il potenziamento dei Confidi e la formazione professionale.


• Muoversi bene e non perdere tempo.

Ad oggi il pendolarismo fra Milano e l’hinterland è soddisfatto per l’88% dall’automobile privata. Nessun altro territorio in Europa ha un tale deficit di servizi di trasporto pubblico.
Il fallimento dei 15 anni di governo Formigoni sui trasporti pubblici è evidente se si pensa anche solo allo stato pietoso delle ferrovie lombarde. Serve una nuova “cura del ferro” con investimenti rapidi per il sistema ferroviario regionale.
Occorre avviare subito l’integrazione tariffaria che non è mai decollata. Sia per i servizi “auto-filo-metro-tranviari” che per le ferrovie vanno immaginati sistemi più concorrenziali di quelli esistenti. Promuoviamo la costituzione di un'unica Agenzia regionale dei trasporti.
Per il trasporto privato sosteniamo innanzitutto la realizzazione della Pedemontana, della Tangenziale Esterna milanese e della Bre.be.mi.

• Una risorsa da tutelare: il territorio.

Occorre una svolta nella capacità di programmazione equilibrata nell’utilizzo del territorio.
Per troppi anni abbiamo assistito a gestioni disomogenee e scoordinate che hanno prodotto conseguenze assai negative. Abbiamo una altissima densità abitativa e una fitta frammentazione amministrativa che non ha permesso una corretta pianificazione sovra comunale degli interventi.
Va assolutamente ridotto il consumo di suolo.
La Regione ha legiferato molto in materia di urbanistica comunale ma non ha per nulla aiutato il governo dello sviluppo dell’area metropolitana. Lo stato di crisi di quest’area ha effetti quotidiani su 5 milioni di lombardi.
Per questo occorre un salto di qualità nel modello amministrativo lombardo a partire dall’istituzione della città metropolitana di Milano e articolando una reale pianificazione sovracomunale come strumento essenziale per evitare la diffusione incontrollata degli insediamenti sul territorio.
Un bene fondamentale come l’acqua va salvaguardato e gestito con la massima efficienza anche in Lombardia. Il territorio montano della nostra regione non solo va custodito ma occorre investire su di esso, come purtroppo non si è fatto per anni. L’agricoltura lombarda rimane un settore centrale della nostra economica e può giocare un ruolo decisivo per il futuro. Noi vogliamo sostenere le filiere produttive regionali, tutelare le nostre specialità agroalimentari a partire dalle produzioni tipiche, incentivare un modello di agricoltura multifunzionale e potenziare gli strumenti a sostegno della tutela del territorio agricolo.

• Meno burocrazia, più efficienza e trasparenza.

Vogliamo una pubblica amministrazione regionale sempre più trasparente, rapida e imparziale.
In tutti i comparti dell’amministrazione regionale la valutazione della performance dell’amministrazione stessa deve essere attribuita ad una Autorità indipendente regionale con valutatori indipendenti dalla dirigenza e dal sistema politico.
Vogliamo radicare anche in Lombardia la cultura della valutazione e della misurazione dei risultati attraverso il confronto fra strutture omogenee con l’applicazione del metodo del benchmarking che comporta l’obbligo per le amministrazioni che occupano posizioni peggiori nella graduatoria di riallinearsi alla media anche attraverso l’utilizzo di incentivi e disincentivi.
Diciamo si all’anagrafe on line degli eletti in regione che comporta la raccolta annuale dei dati sui redditi del Presidente, degli assessori e dei consiglieri e dirigenti regionali, sui loro patrimoni e le relative variazioni.

• Un fisco a misura di famiglie e imprese.

Per le Famiglie. Proponiamo di riorganizzare l’Irpef regionale in funzione del carico famigliare così come hanno già fatto altre regioni come il Veneto, per sostenere meglio chi a più figli. Proponiamo inoltre l’aumento dell’esenzione Irpef fino a 30mila euro.
Bisogna sostenere le giovani famiglie con meccanismi di rimborsabilità delle spese di cura dei figli, sgravando anche i redditi delle giovani coppie che lavorano.
Per le imprese. A livello nazionale gli Studi di Settore vanno rapidamente superati. A livello regionale è possibile e necessario rimodulare l’Irap soprattutto a vantaggio della piccola impresa.

• Al fianco di chi scommette sul futuro, a partire dai giovani.

Una grande istituzione come Regione Lombardia deve soprattutto essere vicino a chi ci prova, a chi si mette in gioco. In particolare ai giovani che rischiano di rimanere sommersi dalla crisi. Uno su due è precario a vita, uno su quattro è indigente, tutti sono privi di garanzie. Un’idea della flessibilità che invece è solo insicurezza. Mentre è proprio la certezza di alcune garanzie che permettono possibilità e dinamismo. Bisogna dare risposte alla loro inquietudine e alla loro delusione. Bisogna delineare un nuovo welfare che li includa, non li faccia sentire parte marginale della società. Bisogna attuare pratiche in loro sostegno, favorirne l’emancipazione dalla famiglia con un assegno d’autonomia, secondo i migliori modelli europei. Attuare politiche per la casa, anche con interventi di housing sociale e con l’introduzione di agevolazioni fiscali per i proprietari che affittano loro gli immobili.

• Lombardia digitale.

L’uso delle potenzialità offerte dalla rete non può essere lo sfizio di pochi. È la base per essere informati, per lavorare in ogni posto con ogni parte del mondo. È una parte importante delle condizioni di sviluppo nella società contemporanea. Quello che è stato fatto in Lombardia sino ad oggi non è sufficiente. Bisogna predisporre un piano per eliminare il digital divide di prima e seconda generazione su tutto il territorio (oggi ne soffrono ancora in particolare le province della bassa lombarda), è necessario pianificare la realizzazione della futura rete a banda ultralarga di terza generazione (NGAN) e individuare misure per incentivare l’uso dei servizi a banda larga da parte di cittadini e imprese a partire dall’e-government regionale e dalla informatizzazione delle procedure in campo sanitario, formativo, per il pagamento dei tributi ed il rilascio delle autorizzazioni.

• Casa dolce casa.

L’uso delle potenzialità offerte dalla rete non può essere lo sfizio di pochi. È la base per essere informati, per lavorare in ogni posto con ogni parte del mondo. È una parte importante delle condizioni di sviluppo nella società contemporanea. Quello che è stato fatto in Lombardia sino ad oggi non è sufficiente. Bisogna predisporre un piano per eliminare il digital divide di prima e seconda generazione su tutto il territorio (oggi ne soffrono ancora in particolare le province della bassa lombarda), è necessario pianificare la realizzazione della futura rete a banda ultralarga di terza generazione (NGAN) e individuare misure per incentivare l’uso dei servizi a banda larga da parte di cittadini e imprese a partire dall’e-government regionale e dalla informatizzazione delle procedure in campo sanitario, formativo, per il pagamento dei tributi ed il rilascio delle autorizzazioni.

 
Bookmark and Share
Banner

Iscriviti alla newsletter

Riceverai periodicamente aggiornamenti e informazioni sulle iniziative del Partito Democratico. I dati saranno trattati nel pieno rispetto della legge sulla privacy.
Banner
PD 2009
Image Detail
Maggio 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3

Chi è online

 218 visitatori online
 
 
Partito Democratico, Coordinamento Provinciale Di Varese
Via Monte Rosa, 26 21100 Varese (VA) tel: 0332 286754
ABC