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Treni sporchi, bollenti e in ritardo: è allarme PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Croci - La Prealpina   

 

Treni sporchi, bollenti e in ritardo: è allarme.
Dopo le proteste dei pendolari il Pd varesino "convoca" l'assessore regionale Cattaneo

 

Scarsa pulizia, aria condizionata spesso fuori uso, disservizi assortiti e indici di affidabilità (quelli su cui si calcolano gli eventuali bonus per i pendolari in seguito ai ritardi accumulati) da maglia nera regionale. All'indomani delle numerose denunce raccolte anche ieri sui problemi quotidiani di varesini e varesotti alle prese con le tratte per Porto Ceresio e per Luino, a salire sul vagone della protesta è il Partito democratico, che rende pubblica un'interrogazione regionale depositata a Milano.

Nel documento siglato dal consigliere Stefano Tosi si chiede all'assessore alla Mobilità Raffaele Cattaneo di rendere conto di questa situazione in commissione. Nel mirino "democratico" finiscono anche i collegamenti tra Varese e il capoluogo regionale («la città di Varese è l'unico capoluogo di provincia della Lombardia ad essere privo di collegamenti ferroviari con la stazione di Milano Centrale»), oltre alla questione della linea per Malpensa. «Nel nord del Varesotto - ha sottolineato Tosi - dal punto di vista ferroviario si registrano le situazioni più critiche a livello regionale. Continuiamo a ricevere segnalazioni di problemi ad esempio sulla Gallarate-Luino: in queste ultime settimane la qualità del servizio è peggiorata. Allo smantellamento del cantiere di pulizia dei treni a Luino, è seguita la sostituzione del materiale rotabile con cui sono effettuati tutti i treni pendolari più affollati, per i quali oggi si utilizzano vecchie e meno capienti vetture, invece dei più confortevoli "Vivalto", in servizio fino al 12 giugno scorso». Non solo ritardi, mancanza di pulizia e problemi agli impianti di condizionamento, ma anche insufficienza di collegamenti.
Un esempio? «Nei giorni feriali, al mattino, tra Luino e Gallarate vi sono periodi di almeno quattro ore in cui non circolano treni», ha rimarcato Tosi. Il consigliere regionale ha poi sottolineato come alcune istanze di potenziamento dei collegamenti siano già state avanzate al Pirellone anche dal Consiglio provinciale di Varese e da diversi Comuni, cioè «da Amministrazioni del centro destra».
Per Francesco De Palo, coordinatore del circolo "Ferrovieri e democratici", «i treni in più possono essere realizzati subito utilizzando il personale e il materiale già presenti». Insomma, per i rappresentanti del Pd, pare inevitabile che l'assessore si attivi presso Rfi, Trenitalia, Le Nord e Tln. Anche perché si tratta di pecche che la Varese "land of tourism" non può certo permettersi: «La vocazione turistica dell'Alto Verbano - ha concluso Tosi - potrebbe essere ulteriormente valorizzata attraverso una serie di iniziative mirate a favorire l'uso del treno come mezzo di trasporto per raggiungere il Lago Maggiore».

 

 
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