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FESTA DEMOCRATICA - OSPITE ENRICO LETTA
"VOI, UNA FORZA IN TERRA DI LEGA" Il vice segretario: "Vera moralità in una terra sconquassata da inchieste"
«Vado a Pi sa, la mia terra d'origine, a raccontare come si fa la festa più lunga d'Italia in terra della Lega». Si è congedato così, il vicesegretario del Pd Enrico Letta, intervenuto ieri alla Festa Democratica della Schiranna che festeggiava il suo 25° anniversario. Un'occasione per ribadire il "no" del Pd alla manovra economica del governo («una scelta sbagliata») e al ddl sulle intercettazioni («e un testo da ritirare»). Pronto a dare battaglia anche in una «Lombardia sconquassata da inchieste che ne mettono in dubbio la moralità imperante».
Ha stretto le mani dei volontari, ha visitato gli stand, ha tagliato la torta di compleanno, ha fatto volare i palloncini colorati preparati per l'occasione, Enrico Letta, ospite speciale per l'anniversario della festa del Pd record in Italia per durata, tre mesi con 45 serate consecutive. «La festa della Schiranna è un punto di riferimento per tutti e lo sarà per altri 25 anni - ha detto il vice di Bersani - feste come queste rappresentano il dna del partito che abbiamo fondato: un altro modo di vivere la politica e la socialità rispetto ai messaggi che cadono dall'alto. Non c'è sondaggio che superi la partecipazione e il confronto alle nostre feste. La cui forza è quella di creare luoghi di socialità». Ma la festa della Schiranna è anche simbolo della politica fatta per passione e volontariato «Un messaggio che vogliamo ribadire in una Lombardia sconquassata dalle inchieste che mettono in forte dubbio la moralità imperante in questa regione - ha detto Letta - Faremo di tutto perché la legge sulle intercettazioni vada ritirata. Abbiamo capito che non è sostenutà per difendere la privacy, rispetto a cui siamo pronti a discutere, ma solo per evitare che si possano capire rapporti oscuri, scelte e carriere». E in terra di Lega, Letta appoggia la protesta del sindaco Attilio Fontana che, come presidente Anci Lombardia, è in prima linea nella protesta contro la manovra economica del Governo: «Siamo con i sindaci e i presidenti di Regione contro una manovra sbagliata che scarica tutto sugli enti locali, chiamati poi a confrontarsi con i cittadini, quando al livello centrale non sono chiesti gli stessi sacrifici. Doveva essere ritirato, ma il Governo ha preferito andare avanti». Suonando la carica per il Partito Democratico: «Il Pd nell'ultimo mese, da quando ha dimostrato di essere unito è riuscito a mandare a casa il ministro Brancher e il sottosegretario Cosentino - ha detto - ed è solo l'inizio, se saremo uniti e determinati manderemo a casa anche Berlusconi».
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