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| VARESE REGNA L'IMMOBILISMO. SUL NUOVO STADIO SOLO PAROLE |
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| Scritto da Piero Orlando - La Provincia | |||
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«Sa come andrà a finire? Che se ne parlerà ancora molto, ognuno dirà la sua, difenderà il propiro orticello e alla fine, come sempre, non si faràva più niente. Perché la questione stadio è il simbolo di una città che discute da anni di grandi progetti ma non ne realizza neanche uno.» Paolo Rossi, senatore del PD interviene sul dibattito degli ultimi giorni. E rilancia il suo «grande sogno», non solo uno nuovo stadio ma una «cittadella dello sport».
Al momento è già difficile immaginare un nuovo stadio. Non è sognare troppo? E’ sognare in grande, come Varese non sembra più capace di fare. Parto da un ragionamento: più dello stadio, oggi, c’è il problema della mancanza di campi attrezzati in città per far giocare i ragazzi. Il pala ghiaccio è nelle condizioni note, la piscina comunale è messa male, il palazzetto nella prospettiva di una coppa dei campioni del basket non sarebbe in regola. Pensare ad una struttura che tenga insieme tutti questi sport, non solo il calcio, non è insensato. Sarà anche un sogno, ma da altre parti si fanno, perché a Varese no?
Servono i privati disposti ad investire… Certo, è il problema principale. Ma proprio una cittadella dello sport potrebbe essere l’idea capace di attrarre più facilmente interessi privati. A cui, bisogna assicurare la disponibilità di aree commerciali per stare in piedi: uno spazio equilibrato, perché è chiaro che i 30mila metri proposti a Masnago erano inimmaginabili. Ma un grande centro sportivo, con campi e palestre ruoterebbe intorno ad un grande movimento. E qualche imprenditore potrebbe fare qualche ragionamento in più.
Dove potrebbe nascere? Mi sembra che a Varese ci siano solo due possibilità: alla Schiranna, dove però ci sono vincoli ambientali, o, più probabile, alle Fontanelle. Chiariamo: sono convinto che questa sia un’idea complicata. Ma a Varese bisogna cominciare ad averla un’idea per capire dove si vuole andare, evitando di ragionare sul nulla. Magari cominciando dallo sport.
Dubita che dal dibattito in seguito alla proposta di Cattaneo su un nuovo stadio alle Fontanelle possa uscire qualcosa di concreto? No, ho la certezza che non si farà niente. Il Comune metterà a posto lo stadio per la B intanto starà a vedere e tra due – tre anni saremo da capo. Ha ragione Fontana: il problema principale di Varese non è lo stadio. Ma questo è sintomatico di una città che ha grandi potenzialità e non riesce a sfruttarle. Che la governa Lega da 20 anni, con 2 ministri a Roma, ma anche in 20 anni ha lasciato ben poco, e si lamenta che non ha soldi con Roma. Che fa solo politica di retroguardia, quella del “tanto al toc”, cercando di curare l’immagine e tamponare la situazione. Serve un colpo di coda e una visione prospettica. Anche sullo sport, ragionare sullo stadio non è sufficiente. La cittadella di sicuro resta un sogno, ma è un’idea da cui partire.
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