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CARI LEGHISTI, E' IL VOSTRO GOVERNO AD AVERE AUMENTATO I PEDAGGI Il Pd cavalca la protesta: "I soldi dei nostri pendolari dirottati sul ponte dello Stretto"
GALLARA TE «La Lega Nord è complice del salasso a Roma e casciaball a Varese». L'accusa è del Partito democratico, che ieri ha mosso tutti i suoi big per denunciare, di fronte al casello dell'autostrada di Gallarate, un aumento che «beffa e penalizza le famiglie e le imprese della nostra provincia. Ricordiamo al presidente della provincia Dario Galli e al sindaco di Varese Attilio Fontana che è stato il loro governo ad aumentare i pedaggi e che loro non hanno fatto niente per impedirlo». Nel pomeriggio è arrivata la replica di Galli: «il Pd arriva a scimmiottare la Lega con vent'anni di ritardo. Stiamo mettendo a punto il ricorso da presentare per l'abolizione del casello di Gallarate». Ma con il Pd si schiera, per una volta, anche il sindaco di Gallarate Nicola Mucci: «Già quando si ebbe la notizia degli aumenti manifestai parecchi dubbi». Il timore è che con i rincari una fetta consistente del traffico di passaggio si riversi sulle strade comunali.
«Piove, governo ladro». Non rinunciano alla battuta i militanti del Pd, impegnati ieri mattina, sotto una pioggia battente, in un banchetto di protesta contro il caro-pedaggio. E contro la Lega Nord, «complice del salasso a Roma e casciabal a Varese». Il Partito democratico ha mosso tutti i suoi big per denunciare, di fronte al casello dell'autostrada di Gallarate, un aumento che «beffa e penalizza le famiglie e le imprese della nostra provincia». Perché, come sottolinea l'onorevole Daniele Marantelli, «nessuno prende l'A8 per turismo: si tratta di pendolari, studenti, artigiani, commercianti». Pochi i militanti, complice il maltempo e la giornata lavorativa, dirigenza invece presente al gran completo. Oltre a Marantelli, ci sono il senatore Paolo Rossi, il consigliere regionale Stefano Tosi, il capogruppo in provincia e sindaco di Cardano al Campo Mario Aspesi, con la sua vice Laura Prati. A fare gli onori di casa il gallaratese Pierluigi Galli, con lui il capogruppo in comune a Varese Fabrizio Mirabelli, Francesco De Palo da Cassano Magnago, e Fabrizio Taricco, vicesindaco di Carnago. Il messaggio è chiaro: «Ricordiamo al presidente della provincia Dario Galli e al sindaco di Varese Attilio Fontana che è stato il loro governo ad aumentare i pedaggi e che loro non hanno fatto niente per impedirlo. Solo chiacchiere». L'incremento del balzello per chi passa dalla barriera di Gallarate, ma vale lo stesso discorso anche a Besnate, nasce dalla necessità di recuperare 1,5 miliardi di euro, ovvero «i soldi tolti all'Anas per dirottarli sul ponte dello Stretto», ricorda Marantelli. Misura contenuta nell'ultima finanziaria che, «nonostante il governo lo abbia sempre negato», ha reso necessario portare a un aumento del pedaggio. Soldi che la società Autostrade incassa per girarli direttamente ad Anas, che li utilizza per la manutenzione delle strade italiane. Diversi enti locali hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro questo provvedimento, su tutte le province di Roma e Torino. Sia il tribunale amministrativo regionale che il Consiglio di Stato hanno dato ragione agli enti locali, eliminando il balzello. E Varese? «Galli ha bollato come fuori luogo le nostre iniziative e ha rinunciato al ricorso, sostenendo che a Roma avrebbe perso, come succede sempre quando le richieste arrivano dal Nord», incalza Marantelli. «Ma a questo punto dovrebbe spiegarci dove sta Torino, almeno i confini della Padania dovrebbe averli chiari», ironizza Aspesi. Per il vero, nei giorni scorsi Fontana si è accodato al collega romano Gianni Alemanno, minacciando si «sfasciare il casello» se gli aumenti non saranno revocati. «Questo dimostra che all'interno del Carroccio c'è un minimo di dialettica», taglia corto il deputato del Pd. Convinto che il compito del suo partito sia quello di «denunciare con durezza l'ambiguità e le contraddizioni di chi ha responsabilità di governo». Discorso che vale a Roma, come a Milano e a Varese. I democratici annunciano infatti la presentazione di interrogazioni sia in Regione che in Provincia. Nel pomeriggio arriva puntuale la replica di Dario Galli: « Il Pd arriva a scimmiottare la Lega con vent'anni di ritardo», afferma il numero uno di Villa Recalcati. Pronto a ricordare che «abbiamo già provveduto a inviare una lettera indirizzata a Anas, Autostrade per l'Italia, Ministro dei Trasporti e Regione Lombardia, in cui si chiede di considerare "raccordo" il tratto della Milano-Laghi da Varese a Lainate e stiamo mettendo a punto il ricorso da presentare per l'abolizione del casello di Gallarate».
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