Home | Rassegna stampa | Direzione provinciale
Direzione provinciale PDF Stampa E-mail
Notizie - Rassegna stampa
Scritto da Fabrizio Taricco   
Venerdì 07 Ottobre 2011 14:29


RELAZIONE DEL SEGRETARIO PROVINCIALE FABRIZIO TARICCO
ALLA DIREZIONE PROVINCIALE
DEL 26 SETTEMBRE 2011

La situazione politica ed economica del nostro Paese è quanto mai complessa e contrassegnata da elevati e crescenti rischi di default dei conti pubblici.

 

Al nostro Paese rimane poco tempo per avviare una manovra che ci consenta di invertire la rotta. Lo sanno gli imprenditori, lo capiscono i lavoratori, lo ignora il Governo. E’ una corsa contro il tempo prima che la Banca Centrale Europea ci tolga l’ossigeno che ci ha dato, acquistando i nostri titoli di stato e si entri in una fase di non ritorno che ci porta diritto al default.

Dal punto di vista politico l’unica via di uscita è il cambio del Governo e l’uscita di scena di Berlusconi. Il percorso più democratico è il ricorso al voto degli elettori, la via più praticabile e in questo momento forse più utile, è un governo di unità nazionale o di larghe intese per ridare credibilità al Paese, predisporre dei veri interventi per la crescita e lo sviluppo, gestire la crisi economico-finanziaria, varare una nuova legge elettorale.


Non entro nei dettagli della manovra o meglio delle manovre estive che tutti voi conoscete anche se non si può evitare di sottolineare la portata insostenibile degli interventi sulle famiglie a reddito basso e medio con pesanti tagli ai servizi forniti da Regioni, Province, Comuni e degli aumenti di tasse e tariffe locali, i ticket sanitari, l’azzeramento delle risorse per le politiche sociali, l’aumento delle accise sui carburanti, l’impoverimento della scuola pubblica e dell’università, l’aumento dell’Iva che inciderà sul costo di merci e prodotti anche di prima necessità.


E’ stato detto più volte: sono provvedimenti iniqui che colpiscono cittadini, famiglie, lavoratori, imprese, enti locali anziché reperire risorse dalla rendita o dai ceti sociali a più alto reddito e patrimonio.


Il Pd, come sapete, ha avanzato proposte serie e concrete sia in Parlamento che in Consiglio Regionale per ridurre i costi della politica, diminuire la spesa nella pubblica amministrazione, aiutare la crescita.


Ne ricordo alcune:


• Istituzione più snelle e taglio dei costi della politica

• Dimezzamento del numero dei parlamenti

• Piano quinquennale di dismissioni di immobili dello stato

• Politica contro l’evasione fiscale

• Imposta ordinaria sui grandi patrimoni immobiliari

• Ritassazione dei capitali scudati

• Reintroduzione del falso in bilancio e di norme contro l’autoriciclaggio e il caporalato

• Un vero pacchetto di liberalizzazioni

• Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile e il lavoro

• Autonomia delle parti sociali

• Interventi per migliorare l’efficacia della giustizia


In ambito regionale il Pd ha proposto:


• Sopprimere la Provincia di Milano e sostituirla con la città metropolitana

• Una legge regionale che renda subito operative le unioni comunali sotto i 5 mila abitanti, l’abolizione delle province con meno di 500.000 abitanti

• Liberalizzazione del trasporto pubblico locale

• Taglio di società partecipate

• Soppressione di enti intermedi partendo dai consorzi di bonifica

• Accorpamento di Asl e Aziende ospedaliere

• Superamento delle sedi regionali dislocate in altre province

• Eliminazione del vitalizio e taglio delle indennità d fine mandato


Il Pd dimostra di avere chiarezza di idee e un obiettivo preciso: ridurre la spesa tagliando i costi inutili e aiutare la crescita.

L’attacco alla manovra del governo e le proposte del nostro partito devono essere i temi della nostra mobilitazione in provincia durante il mese di ottobre per manifestare la nostra indignazione nei confronti del comportamento irresponsabile del governo e dire ai cittadini qual è l’Italia che noi vogliamo.

Intendiamo mettere in evidenza fra l’altro le tensioni e le contraddizioni crescenti tra i partiti di governo.

L’elettorato di Lega e Pdl è diviso nel Paese mentre al Governo questi partiti si sorreggono solo attraverso provvedimenti che abbassano ogni giorno il livello della legalità e sono contro il Paese reale.

Questa sera quindi lanciamo la nostra mobilitazione invitando i circoli e gli iscritti ad essere presenti nelle piazze, nei mercati, nei posti di lavoro, nelle scuole.

L’appuntamento di maggior visibilità coinciderà con i giorni 14-15-16 ottobre quando l’iniziativa sarà estesa a livello regionale.

Queste giornate devono servire per promuovere la più ampia partecipazione possibile alla manifestazione nazionale di sabato 5 novembre a piazza San Giovanni a Roma.

La preparazione della manifestazione deve essere l’occasione per coinvolgere e riprendere i contatti con tutte le organizzazioni, le associazioni locali e quei movimenti che hanno segnato una riscossa civica e che insieme a noi sono stati determinanti nella campagna per le amministrative e per i referendum.

Detto delle nostre proposte io credo che si possa fare ancora di più. La lotta all’evasione deve essere sostenuta senza sosta, vanno eliminate le sacche di inefficienza presenti in tanti settori e ambienti del Paese.

Non esiste solo la casta della politica, ma tante caste e lobby presenti tra le componenti e le parti sociali che usufruiscono di privilegi non più sostenibili, soprattutto in periodi difficili come questi.

Tuttavia la politica prima di pretendere sacrifici dagli altri deve saper rinunciare ai propri privilegi.

Non è e non sarà un compito facile mettere mano a tutto ciò quando saremo al governo, soprattutto sarà impopolare in quanto siamo un paese in cui tutti vogliono le riforme a condizione che sia un altro a pagarle.

Il Parlamento è il luogo dove il Pd deve avanzare le proprie proposte e si impegna a realizzarle.

Senza voler limitare l’azione di nessun soggetto o di alcun movimento, il Partito Democratico, che di fatto è l’unico che si possa definire partito a dimensione nazionale, si deve impegnare per ridare credibilità alla politica, riaffermare l’importanza e il ruolo dei luoghi istituzionali dove la politica trova la sua espressione, rilanciare il ruolo e la posizione centrale dei partiti nella vita politica e sociale del Paese.

Proprio pensando a noi grande importanza avrà la conferenza nazionale sul Partito prevista per la fine di quest’anno che dovrà, riprendo un passaggio della relazione di Bersani su questo tema, “lasciarsi alle spalle la discussione partito leggero-partito pesante. Il partito deve garantire di poter svolgere alcune funzioni essenziali, che sono quelle che ne giustificano l’esistenza.

Deve quindi essere attrezzato ad ascoltare e a confrontarsi con le istanze della società, deve essere capace di un’elaborazione autonoma (deve cioè darsi dei canali propri di elaborazione culturale e politica), deve avere un’organizzazione adeguata a rendere praticabile e veicolabile la sua visione e il suo progetto, deve infine garantire formazione e selezione dei gruppi dirigenti. Queste sono le funzioni necessarie ed indispensabili, che vanno svolte con il massimo grado di leggerezza e di essenzialità.

Ci vuole un minimo di robustezza politico-organizzativa, che non contrasta affatto con l’apertura all’esterno, anzi ne è la condizione”.


La segreteria provinciale ha messo a punto un programma di avvicinamento all’evento che coinvolgerà i circoli con incontri mirati secondo una distinzione territoriale. Le modalità operative di questi incontri potranno essere in seguito meglio specificate.

A mio modo di vedere la robustezza politico-organizzativa a cui accennavo non è ancora un patrimonio consolidato del nostro partito così come la capacità di percepire e anticipare gli umori della società e dei nostri iscritti.

La vicenda del “referendum sul porcellum” (consentitemi questa sintesi) ne è un chiaro esempio. Il partito nonostante l’impegno di Bersani ha dimostrato di subire le situazioni, anziché determinarle come invece la nostra forza dovrebbe consentirci di fare.

Siamo a ruota, in modo non chiaro, degli altri promotori come è avvenuto ad esempio anche per il referendum sull’acqua.


Nel caso dell’acqua non abbiamo saputo elaborare una proposta di legge, invece per la legge elettorale, non abbiamo saputo illustrare, difendere e sostenere la nostra proposta (un sistema a doppio turno con recupero proporzionale) e indicare il percorso che si voleva perseguire.

Bersani non può essere lasciato solo da dirigenti che cambiano strategie nel giro di pochi giorni.


Anche nella nostra provincia ci sono state tante iniziative per la raccolta firme. Tutte hanno avuto valenza individuale anche se proposte da segretari di circolo, dirigenti del partito o eletti nel Pd.


Io penso tuttavia che il “liberi tutti” che si è prodotto in queste settimane non rafforzi il partito né ne aumenti la credibilità.


E noi di credibilità ne abbiamo bisogno in vista del voto politico che, nonostante l’arroganza di Pdl e Lega, credo ci sarà prima della scadenza naturale di questo mandato.


L’idea del nuovo Ulivo con Sel e Idv può essere un buon inizio per mettere ordine nel campo del centro sinistra.

Durante le ultime elezioni amministrative nella nostra provincia questa alleanza ci ha permesso di cogliere significativi e importanti risultati.

Credo tuttavia che il nostro partito abbia la necessità, oltre che di recuperare tutto il nostro potenziale elettorato, anche di saper guardare oltre i nostri confini tradizionali.


Se il Pd deve essere partito di governo deve saper parlare a tutte le categorie istituzionali, sociali, del lavoro, sapendo interpretare le esigenze che nascono da questi ambiti.

Ritengo che gli incontri previsti per l’avvicinamento alla conferenza sul partito possano costituire occasioni importanti per avviare un dibattito in tal senso e discutere di alleanze.


Per ultimo faccio un richiamo alla vicenda “Penati” che indubbiamente ha scosso il nostro partito e ci ha esposto al tentativo da parte dei nostri avversari di assimilazioni al grido di “sono tutti uguali”.

E’ vero, non possiamo ritenere di avere un Dna diverso dagli altri, ma i nostri comportamenti sono stati e sono diversi nel modo di reagire agli eventi.

Il partito ha fatto quello che doveva fare nei tempi e nei modi giusti. Anche Penati, pur tra incertezze e dichiarazioni a volte discutibili, ha fatto importanti passi indietro. Il clamore mediatico sulla vicenda è molto forte ma ricordo che Penati è indagato, non è rinviato a giudizio.


Il problema vero per noi è che abbiamo candidato nel 2010 un uomo che ha molte cose da spiegare nei rapporti con certi personaggi e con il denaro e oggi questo fatto si ripercuote sul partito.

Questa vicenda deve tuttavia spingere il partito a rafforzare il nostro codice etico, a migliorare e a potenziare i controlli interni relativamente alla parte economica, alla qualità e trasparenza di contributi, finanziamenti, elargizioni.


E’ giusto qui ricordare che i bilanci del partito sia a livello nazionale che regionale sono certificati. A livello provinciale la nostra federazione è probabilmente la prima provincia in Lombardia per quanto riguarda la completezza e la chiarezza del bilancio nonché la trasmissione dello stesso al regionale.


Credo che una grande attenzione vada posta alla diverse forme organizzate (associazioni, fondazioni, istituti, etc...) che sono collegate al Partito. L’assoluta chiarezza e trasparenza nel rapporto tra il partito e queste organizzazioni deve essere una caratteristica distinguibile del Pd.

Chi fa riferimento al Pd deve preoccuparsi della qualità dei rapporti che mantiene con persone e situazioni.


Chiudo sapendo di aver toccato solo alcuni temi tra i tanti di interesse per la direzione. Tra poco il presidente aprirà la discussione e desidero sottolineare che la direzione, l’assemblea, i circoli, le diverse riunioni del Partito e non altri sono i luoghi e gli spazi per spiegarci, confrontarci e cercare di crescere tutti insieme.

 
Bookmark and Share
Banner

Iscriviti alla newsletter

Riceverai periodicamente aggiornamenti e informazioni sulle iniziative del Partito Democratico. I dati saranno trattati nel pieno rispetto della legge sulla privacy.
Banner
a-p1160324
Image Detail
Maggio 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3

Chi è online

 139 visitatori online
 
 
Partito Democratico, Coordinamento Provinciale Di Varese
Via Monte Rosa, 26 21100 Varese (VA) tel: 0332 286754
ABC